Da EN-B bassa a EN-B alta: cosa cambia da una Ion 7 a una Ikuma 3

Se hai tra le 50 e le 150 ore di volo e stai iniziando a fare cross con continuità, prima o poi arriva il momento in cui ti chiedi: “Questa vela mi sta stretta?” Il passaggio da una EN-B bassa a una EN-B alta è probabilmente il salto più delicato nella carriera di un pilota di parapendio. Più della EN-A alla EN-B, più della EN-C alla EN-D. Perché è qui che si impara a essere attivi sotto vela.

In questo articolo confrontiamo due ali che rappresentano perfettamente i due estremi della classe B: la Nova Ion 7 (EN-B bassa, versatile e perdonante) e la Niviuk Ikuma 3 (EN-B alta, ibrida 3/2-liner pensata per il cross). Non è un testa a testa tra chi vince e chi perde — è una mappa per capire dove ti trovi e dove vuoi andare.


Due filosofie, una certificazione

La certificazione EN è un range, non un punto fisso. Sia la Ion 7 che la Ikuma 3 sono omologate EN/LTF B, ma il comportamento in aria è profondamente diverso. Il motivo sta nei numeri.

Nova Ion 7Niviuk Ikuma 3
Allungamento5.175.7
Celle5162
Schema sospensione3-liner classicoIbrido 3/2-liner con C2B
Peso (taglia M/S)~4,8 kg~4,2 kg

La Ion 7 è una tre-linee pura, con un allungamento contenuto che privilegia la stabilità e la sicurezza passiva. La Ikuma 3 spinge il rapporto d’aspetto a 5.7, un valore che fino a pochi anni fa era territorio EN-C, e lo abbina a un sistema C2B che collega gli elevatori B e C tramite una carrucola: un accorgimento che mantiene il profilo pulito anche a tutta velocità, dando la sensazione di volare un due-linee senza rinunciare alla sicurezza di un tre-linee.

Il risultato è che, pur condividendo la stessa lettera sul certificato, le due ali richiedono due approcci diversi al volo.


La Ion 7: il tuttofare che non ti mette in difficoltà

La Ion 7 nasce dal nuovo software di simulazione di NOVA, lo stesso usato per la Mentor 7 e la Xénon. L’obiettivo dichiarato era creare un’ala che coprisse tutto: dal volo dietro casa al cross, dal freestyle leggero all’escursionismo. E ci riesce.

In decollo sale dritta e senza sbalzi, anche in reverse con vento sostenuto. In termica si comporta come una piattaforma stabile: non balla, non chiede correzioni continue, e restituisce un feedback bilanciato — abbastanza per sentire l’aria, non troppo da affaticare. Le chiusure sono descritte dai tester come “pacioccòne”: l’ala ruota poco e perde quota minima. La corsa dei comandi è lunga, il che rende quasi impossibile uno stallo involontario e permette di approcciare manovre SIV e freestyle base in sicurezza.

Sull’acceleratore, la pressione è moderata e la velocità è buona per la categoria. Se spingi fino in fondo, però, l’ala inizia a farsi più vivace: è il segnale che stai chiedendo qualcosa per cui non è stata ottimizzata. È il suo limite naturale, ed è voluto.

Per chi è: piloti con 20–100 ore che vogliono un’ala capace di tutto con un margine di sicurezza ampio. Perfetta per chi vola 10–30 ore l’anno e non cerca prestazioni al limite.


La Ikuma 3: quando il cross diventa la priorità

La Ikuma 3 è il passo successivo nella gamma Niviuk dopo la Hook 6, e il posizionamento è chiaro: EN-B+, ibrido 3/2-liner, target cross-country. Rispetto alla Ikuma 2, Niviuk dichiara una riduzione del drag dell’8%, ottenuta con un profilo raffinato, una nuova distribuzione delle stecche in Nitinol e il sistema C2B integrato negli elevatori.

Il sistema C2B merita una spiegazione: di solito, in un tre-linee, gli elevatori B e C lavorano indipendentemente. Con il C2B, una maniglia collega entrambi attraverso una carrucola, facendoli scendere insieme. Il profilo rimane pulito e la vela non “siede” in coda come capita ad alcune tre-linee accelerate. Il risultato è una stabilità di beccheggio molto migliorata rispetto alla Ikuma 2, che dà confidenza nell’usare tutto il range dell’acceleratore.

La risposta ai comandi è più diretta nella prima parte della corsa rispetto alla Ion 7: basta un input piccolo per avere una reazione. In termica, l’ala richiede un pilota più attivo — restituisce più feedback, più informazione, ma anche più sollecitazione. Non è stancante, ma è diversa: non ti porta su da sola, devi lavorarci insieme.

Le 62 celle e la tecnologia RAM mantengono la pressione interna uniforme, e la stabilità in beccheggio permette di attraversare turbolenze con meno correzioni al timone. La Ikuma 3 è una vela che premia la precisione: se dai input puliti, vola da sola; se sei impreciso, te lo fa notare.

Per chi è: piloti con 80+ ore, regolari nel volo cross (50–80 ore annue), che cercano performance vicine alla EN-C senza volerne la gestione. Ideale per chi ha già macinato termiche su una EN-B bassa e sente il bisogno di più planata e più velocità.


Le differenze che contano in volo

In termica. Sulla Ion 7 puoi rilassare le mani e l’ala ti segue. Sulla Ikuma 3 devi mantenere un contatto attivo: se molli del tutto, perdi informazione e quindi efficienza. La Ion 7 perdona errori di centratura; la Ikuma 3 li sconta con un tasso di salita leggermente inferiore.

In turbolenza. La Ion 7 assorbe e smorza. La Ikuma 3 trasmette di più ma è anche più stabile in beccheggio, quindi richiede meno correzioni ai freni — paradossalmente, in aria molto mossa può essere meno faticosa per un pilota esperto.

Sull’acceleratore. Qui la differenza è massima. La Ion 7 ha una pedalina utilizzabile ma oltre il 70% diventa nervosa. La Ikuma 3 mantiene il profilo pulito fino a fondo corsa grazie al C2B, con un guadagno netto di planata nelle transizioni.

In atterraggio. Entrambe sono facili, con buona tolleranza al flare. La Ion 7 ha una corsa freno più lunga che aiuta i piloti meno esperti a giudicare il timing.


Box sicurezza

Il passaggio da una EN-B bassa a una EN-B alta non è scontato. L’ala reagisce più velocemente, il feedback è più diretto, e le chiusure — per quanto ancora benigne rispetto a una EN-C — richiedono una reazione più pronta. Se stai pensando di fare il salto, fallo con un istruttore o in un contesto SIV. Non è una questione di coraggio: è questione di addestramento.


Come scegliere

Non esiste una vela migliore in assoluto. Esiste la vela giusta per il tuo momento.

Se il tuo obiettivo è volare in sicurezza, migliorare la centratura in termica, fare i primi cross da 20–40 km e divertirti senza stress, la Nova Ion 7 è una scelta che non sbagli. Ti accompagnerà per diverse stagioni senza mai metterti in difficoltà.

Se invece il cross è già la tua normalità, fai 40–60 km con regolarità e senti che la vela ti limita nelle transizioni o in planata, la Niviuk Ikuma 3 ti darà quel margine in più senza il salto di categoria completo in EN-C.

La domanda giusta da farti non è “quanto sono bravo?”, ma “quanto volo?”. Perché ore di volo e regolarità fanno più di qualsiasi certificazione. E la vela giusta è quella che ti fa venire voglia di tornare a volare il giorno dopo.


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