
D’estate le albe arrivano presto e il vario comincia a suonare già alle nove. È il momento di scegliersi uno spot e partire. Ne ho tre in testa, molto diversi tra loro, e se non li conosci ti conviene segnarteli.
Monte Grappa
Il Grappa è un posto strano: non è altissimo, non ha guglie drammatiche, eppure è uno dei siti di volo più frequentati d’Europa. Il motivo è semplice — funziona quasi sempre. I decolli principali (Stella e Tapetti, sui sette-novecento metri) guardano a sud e prendono il vento che sale dalla pianura, che qui è quasi una garanzia. Il Panettone, più in alto, è il classico per i voli del tardo pomeriggio: sali, guardi la pianura fino al mare, e il sole che tramonta dietro le Dolomiti vale da solo il viaggio.
La logistica è da manuale. L’ASD Volo Libero Montegrappa tiene tutto in ordine, con circa trecento soci. L’atterraggio principale è al Garden Relais di Semonzo, da dove parte la navetta. Servono una fly card (si compra anche in giornata) e un occhio agli spazi aerei di Thiene e Aviano, ma per il resto è tutto pensato perché tu debba solo preoccuparti di volare.
Club Volo Libero Montegrappa — Montegrappa.org
Ganda — Monte Rena
In Val Seriana, sopra Albino, c’è un decollo che sembra uscito da un’altra epoca. Si chiama Monte Rena, è a 1140 metri, e lo gestisce il club Ali Orobiche. Niente fly card, niente navetta: arrivi in macchina fino a Ganda, parcheggi, cammini cinque minuti verso le antenne tv e sei al decollo. L’atterraggio è giù ad Albino, a 350 metri, con panche per piegare e una bacheca con le regole scritte a pennarello. Roba di altri tempi.
Il pendio è esposto a sud e incassato nella conca, il che significa che già alle dieci l’aria comincia a muoversi. Le termiche sono robuste, a volte cattive, ma la zona ha abbastanza campi di atterraggio alternativi da toglierti dai guai se qualcosa va storto. Per me è il posto giusto quando hai voglia di cross senza troppe storie: da qui puoi sconfinare verso il Monte Farno, l’Alben, l’Altino, e tornare la sera con il vario che ancora fischia.
Seceda — Val Gardena
Il Seceda è il decollo da cartolina, ed è inutile girarci intorno. Prendi la funivia da Ortisei, esci a 2500 metri, e davanti hai le Odle, lo Stevia, il Sassolungo, il Sella. È talmente bello che rischi di dimenticarti di gonfiare la vela.
Il Parapendio Club Gherdeina, con più di cento soci, gestisce l’atterraggio ufficiale (contributo 5 euro, che è onesto) e tiene d’occhio i vari siti della valle. Oltre al Seceda ci sono il Ciampinoi a 2250 metri, il Col Rodella, il Mont Sëura. D’estate le condizioni permettono di tutto — dal volo planato tranquillo al termico puro, con la possibilità di salire sopra i 3000 metri e spostarsi da un gruppo all’altro finché il braccio regge.
Atterri a valle, vicino a Baita Pauli, e se non ti resta il sorriso per un’ora vuol dire che hai sbagliato sport. Il consiglio: arriva presto, perché in luglio e agosto c’è coda.
Detta così, ognuno dei tre ha la sua storia. Il Grappa è la garanzia — funziona, è organizzato, lo consigli senza pensarci. Monte Rena è per chi vuole la gestione semplice e un cross che parte diretto. Il Seceda è il posto da fare almeno una volta nella vita, magari in silenzio, perché certe viste non hanno bisogno di commenti.
Scegliete quello che vi suona meglio, controllate il meteo, e via.



