
C’è un posto, in Veneto, dove il volo libero ha trovato casa. Non è il nome sulla carta a fare la differenza, ma quello che succede quando arrivi lassù: la strada si sgancia dalla statale, sale tra i boschi di faggio, si srotola in tornanti che tagliano il fianco della montagna, e alla fine si apre. Il Monte Avena, 1400 metri sul livello del mare, è un altopiano verde che sembra sospeso tra la pianura e il cielo. Affacciato sulla conca feltrina, guarda dritto verso le Pale di San Martino, il Sass de Mura, la catena del Lagorai. È uno di quegli spot che non ti stanchi mai di raccontare.
Sono le nove di mattina di una giornata di giugno. L’aria è ancora fresca, il sole ha appena superato la cresta del Cimonega e comincia a scaldare il pascolo. Davanti a te, undicimila e cinquecento metri quadrati di prato inclinato verso valle, senza un albero, senza un ostacolo. Ti fermi qualche secondo a guardare le aquile che già girano basse sulla dorsale, poi tiri fuori la vela e inizi il pre-flight check. Imbrago, connettori, casco, variometro. La lista è quella di sempre, ma qui, davanti a questo panorama, non è mai una routine.
Il Monte Avena è uno di quei decolli che mettono d’accordo tutti. Il pascolo è così ampio e regolare che anche un pilota alle prime armi si sente a suo agio, mentre chi ha più esperienza apprezza la versatilità delle condizioni. Con vento da sud si decolla sulla parte alta, con vento da est o ovest ci si sposta lateralmente, con vento da nord non si decolla — regola ferrea, scritta nella bacheca all’ingresso dell’area. Niente di più semplice. Ma la vera magia comincia quando l’ala è su, fai un paio di passi decisi, senti la tensione che sale, e il prato ti scivola via sotto i piedi.
La Scuola di Parapendio Monte Avena che opera qui è nata nel 1992 per iniziativa di Maurizio Bottegal e Ivo Gadenz, due pionieri del parapendio nelle valli feltrine. In trent’anni ha formato oltre seicento piloti, e nel 2017 l’area ha ospitato i Campionati del Mondo di parapendio, con centocinquanta piloti da cinquantanove nazioni, organizzati dal Para & Delta Club Feltre. Il decollo di Monte Avena è diventato un punto di riferimento internazionale, e quando voli qui capisci perché: le termiche arrivano regolari già dal mattino, si sviluppano veloci sulle pendici esposte a sud, e in poco tempo ti portano su. Dai 1400 metri del decollo si sale rapidamente fino a duemila, duemilacinquecento, con la pianura che si allarga sotto come una cartina geografica.
Una volta in quota, le possibilità si moltiplicano. Verso nord si alzano le Vette Feltrine, montagne ancora selvagge, poco frequentate, con valli strette e creste affilate che sembrano fatte apposta per chi cerca linee nuove. Verso sud puoi puntare il Monte Grappa e proseguire verso l’Altopiano di Asiago, in un volo che attraversa mezzo Veneto. Verso ovest la catena del Lagorai ti aspetta con i suoi duemila metri di roccia e bosco, fino a spingerti verso Trento. Verso est, se le condizioni reggono, puoi arrivare fino in Slovenia. Il bello di questo spot è che non hai mai una direzione obbligata: scegli in base a dove tira il vento, a dove si forma il cumulo più promettente, a cosa ti dice la pancia in quel momento.
Arrivare qui è semplice. Da Feltre prendi la strada per il Passo Croce d’Aune e sali per una quindicina di chilometri su asfalto, prima su carreggiata larga, poi su una strada più stretta che si arrampica tra i prati. Il parcheggio è accanto al decollo: sei fuori dall’auto e in pochi minuti sei in aria. L’atterraggio ufficiale è a Boscherai, in località Pedavena, a 350 metri di quota. Un campo ampio, ben tenuto, con una sede attrezzata dove ripiegare la vela e commentare il volo con gli altri piloti.
Se non voli e sei solo di passaggio, il consiglio è comunque di salire. Il panorama è uno di quelli che ti entra dentro e non ti lascia più. Le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, da una parte; la pianura che si perde in direzione di Venezia, dall’altra. Nelle giornate più limpide si intravede il mare, e la laguna sembra un nastro luminoso all’orizzonte.
Giugno è uno dei mesi migliori per volare qui. Le giornate sono lunghe, il sole scalda la montagna già dalle prime ore del mattino, e le termiche si sviluppano con regolarità. L’erba del pascolo è alta, verde, mossa dal vento che arriva da valle. L’odore dell’estate che comincia si mescola a quello della roccia calda. Non c’è fretta. Si aspetta la finestra giusta, e quando arriva si vola.
Alla fine, il Monte Avena è questo: un prato sospeso tra la pianura e le Dolomiti, dove il volo libero si pratica come si dovrebbe fare sempre — con calma, con rispetto, con la voglia di guardare il mondo da un punto di vista diverso. Se non ci sei mai stato, mettilo in lista. La strada è quella giusta.
Link utili
- Scuola di Parapendio Monte Avena — corsi, voli biposto e informazioni sulla scuola
- Para & Delta Club Feltre — il club di volo libero di Feltre



